Passa ai contenuti principali

STALKERS

Sopravvissuta al trasloco, e con una connessione wifi "a saponetta" in attesa di una liena dati che i signori di Fastweb ci stanno facendo sospirare, approfitto dell'International Women Day per parlare dei mostri aziendali che circolano liberi, spesati e ben stipendiati nelle grosse compagnie.
Più sono grosse le aziende, più sono consistenti gli stronzi che partorisce, a seconda del livello e dello stipendio.
Come mongolfiere, più in alto vanno più sembrano gonfi.
Da tempo sono sicura di essere alle prese con la burnout syndrome, che colpisce le persone che hanno a che fare col pubblico.
In sostanza, dover rispondere ai bisogni altrui ogni momento, "un po' piace, poi rompe il cazzo", per citare un comico molto più interessante di quelli in giro in questi giorni. E' un'attività che logora, essere continuamente sollecitati da persone che vogliono il modulo, il portabadge, che ti dicono manco fossi una sguattera che "la tazza del cesso nel bagno degli uomini è rotta, chiama i servizi", che ti fanno chiamare le persone perchè fa più figo l'anticamera segretariale, e la busta e la richiesta d'acquisto e fa freddo, fa caldo, stampami questo, fotocopiami quell'altro. Spesso alcuni di loro non dicono nemmeno buongiorno o grazie. Impartiscono ordini stile trincea: "soldato Simmons chiama (loro pretendono il "voi" "lei" "maestà" "sire", ma TUTTI ti danno del TU in quanto donna e segretaria) e disdici".

E poi ci sono tutte quelle categorie si STALKER di vario genere.

1) Quello che ti invia l'email e che due secondi netti dopo ti chiama per dirti "ti ho inviato l'email". Ho imparato a rispondere "e quindi"? Restano sempre spiazzati.

2) Quello che si rivolge a te pure per farsi porgere la cartigenica in bagno. La categoria di pigri che non cercano nulla nemmeno sotto le bombe nucleari. Se ce l'hanno attaccato al culo quello che vogliono girano in tondo come i cani senza vederlo, perchè tanto c'è la segretaria a cui chiedere.
"Scusa, a me serve la targhetta fuori dalla porta, me la fai?" . Oppure "Mi stampi questo biglietto?" (nota, biglietto arrivato sulla LORO posta elettronica, ti girano l'email piuttosto che cliccare su STAMPA).

3) I telefonatori. Quelli che se non rispondi subito al telefono ti chiamano a ritmi regolari di 1 minuto e mezzo finchè non alzi la cornetta. Di solito non si fermano che dopo 20-30 squilli.

4) I pazienti. Quelli che ti confidano (senza che sia richiesto) tutti i problemi medici più disgustosi nei minimi dettagli, dall'intervendo alla prostata alle adenoidi nasali, all'emorroide rotante alla allergia pruriginosa.

5) I tignusi. Ovvero i tirchi che vengono puntualmente a portarti note spese da 0.80 centesimi perchè "hanno offeto il caffè all'ospite".

6) I logorroici. Quelli che al telefono ti raccontano tutto il fatto "devo far firmare questa fattura perchè nel 2011 avevamo iniziato l'attività, ma poi i lavori sono stati sospesi a seguito dell'invasione di cavallette che abbiamo raccolto una a una e ci abbiamo messo due anni, per cui se ti ricordi di dirgli che prima della firma ci vuole questo e quello, punto e virgola a capo eccetera bla bla bla..."

7) I passeggiatori. Quelli che non fanno una mazza e passeggiano per i corridoi passando anche da te che solitamente sei carica come un mulo di lavoro.

8) I molesti. Quelli che cascasse il mondo anche se sei al telefono col Papa ti devono dire le cose sottovoce perchè non vogliono aspettare. E nel mentre, se cercano un modulo, un documento, rovistano nel tuo armadio.

9) I puzzoni. Quelli che non si lavano. E non solo non si lavano, ma non lavano anche i vestiti e appestano uffici, cartelline, colleghi.

10) I dipendenti "one thing". Ovvero quelli che fanno una cosa ed il resto del tempo lo passano a dire che l'hanno fatta.

Ma non angustiamoci suvvia. Dopotutto c'è gente in Italia che si fa venire la congiuntivite come a scuola per non presentarsi ai processi.
 
"Proessorè, non posso venire all'interrogazione, ieri il cane mi ha mangiato il quaderno e non ho potuto vedere i compiti"











Commenti

  1. Però, ognitanto, passa un collega appassionato di startrek ....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E queste sono belle sorprese, trovare qualcuno con cui si può parlare di Star Trek, ma anche di molto altro! MENO MALE :)))

      Elimina
  2. Guarda: i puzzoni, i tignosi, i pigri, i molesti i passeggiatori ma anche gli altri purtroppo esistono in tutti i luoghi di lavoro. Di solito i passeggiatori sono i raccomandati che sanno di esserlo, i pigri sono i figli di papà e così via.
    Purtroppo sono figli di un sistema fallimentare...però prima o poi il conto arrivarà anche per loro. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci conto su questo. Noi siamo come i cinesi sulla riva del fiume. Aspettiamo.

      Elimina
  3. Cara Lady approvo pienamente il tuo più che legittimo sfogo e non potendo trovare parole migliori di quelle usate da te nel descrivere i personaggi che anche io "subisco" da decenni mi limito a trascrivere i seguenti Aforismi nella speranza che tu li possa aggiungere ai tuoi Quotes. Be good Lady you are THE BEST !
    Aunt M
    QUOTES
    Il cervello è un organo favoloso. Comincia a lavorare dal momento in cui ti svegli la mattina e non smette fino a quando entri in ufficio.
    Robert Frost (Fonte sconosciuta)

    L'ufficio non è un'istituzione stupida; si direbbe che appartenga più al campo del fantastico che a quello dello stupido.

    Franz Kafka (Fonte sconosciuta)


    Alcuni uffici pubblici sono come i cimiteri, su ogni porta si potrebbe scrivere: "Qui giace il signor tal dei tali".

    Moritz Gottlieb Saphir (Fonte sconosciuta)



    Rimane ancora un mistero se un burocrate è tale perché lavora in un ufficio o lavora in un ufficio perché è un burocrate.

    Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010


    Se non credete nella resurrezione dei morti date un'occhiata a un qualunque ufficio nell'ora d'uscita.

    Robert Townsend (Fonte sconosciuta)

    I veri eroi sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un'officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza.

    Fabio Volo, Esco a fare due passi, 2001

    RispondiElimina
  4. Come ben dice Nick, certe categorie di persone ci sono purtroppo dappertutto. O meglio, quanto più è grande il luogo in cui lavori. In un ambiente lavorativo più ridotto, la statistica fortunatamente taglia le code!

    RispondiElimina
  5. Purtroppo il mondo del lavoro non può distinguersi più di tanto dalla società umana in generale.
    Io ho lavorato per alcuni anni in una ditta dove... Hai presente quando leggi quelle notizie dagli USA "Tranquillo impiegato preso da raptus fa strage in ufficio". Io mi chiedevo sempre come fosse possibile, ma dopo aver lavorato in quella ditta ho capito che se anche in Italia, come in America, fosse possibile comprare mitragliette Uzi dal droghiere sotto casa probabilmente mi sarei reso responsabile di una strage del genere.

    RispondiElimina
  6. :D simpaticissima! mi hai fatto morire dal ridere... aggiungo un altra voce alla mia lista del "Perché è bello lavorare in proprio"... :)

    RispondiElimina
  7. Mamma mia… temo che sia peggo del mio post sui miei colleghi… :-S
    Che posso mai commentare… goditi la tua tana, quando ci torni dopo il manicomio che sei costretta a sopportare quotidianamente!

    RispondiElimina

Posta un commento

Bando alla pigrizia, commenta!

Post popolari in questo blog

KEEP CALM & CARRY ON - the beginning

Una libreria storica, un tempo stazione ferroviaria, in cui viene voglia di andare a trascorrere un pomeriggio nella OLD WAITING ROOM.
Si tratta della Barter Books e della vera storia dell'arcinoto slogan KEEP CALM AND CARRY ON, ideato dal governo inglese (assieme ad altri due slogan) nel 1939 per sorreggere il morale del popolo britannico all'inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Qualche anno fa il poster fu scoperto appunto nella libreria Barter Books, in una scatola di vecchi libri vinti ad un'asta, generando un entusiasmo ed una diffusione imprevisti.
Qui il negozio ufficiale della libreria che propone i tre poster originali. e qui uno dei tanti shop on line che propone tovaglie, tazze, poster e altri gadget.

La Barter Books è una tra le 20 librerie più belle al mondo. Seguirà un post a rriguardo, intanto, a voi la storia


e qualcuna delle declinazioni più simpatiche:









FONTE NOTIZIA: blog BLOGGING WOLF

Henri Cartier Bresson - mostra a Torino

Henri Cartier Bresson credeva che ogni azione, ogni soggetto, ogni situazione vivesse prima o poi un momento decisivo, un attimo importante, da fotografare.
Un fotografo che ha testimoniato il secolo scorso, anche attraverso la pittura, con i suoi scatti su momenti storici rilevanti o quotidiani. Un artista che ha trovato essenziale viaggiare per nutrire la sua arte, perchè le sue Leica non fossero passatempo, ma occhio vigile sulla realtà, in ogni declinazione.
Ha fotografato la storia, la miseria umana, attori del cinema e scrittori, con uno stile in bianco e nero senza virtuosismi, ma fatto i occhio, cuore e anima allineati, come diceva spesso.
A Torino fino al 24 giugno 2012 c'è sua una mostra di 180 foto a Palazzo reale. Ci sono andata ieri e ne sono uscita emozionata.

Non amo particolarmente "quel" genere di foto, soprattutto dedicato a volti e persone.
Ma è inevitabile restare affascinati dagli scatti sopravvissuti all'autore, immagini in perpetuo movimento. P…

BUONE VACANZE A TUTTI

Ci rivediamo a settembre. Fate almeno una cosa al giorno che vi rende felice, evitate le costrizioni e viaggiate tanto, fisicamente o mentalmente (a libera declinazione).

Spero al ritorno di rittrovare il blog Nocturnia aperto.
Cyberluke hai visto The Talking Dead??

Baci

CREDITS: foto di IVANA PORTA